Notizie e opinioni su Internet
Ok, eccomi qui reduce dall'eventone con Mr. Al Gore.
Volevo fare alcune riflessioni sull'evento, sulla blogosfera e sulla comunicazione nei social media in generale perchè penso che possano tornare utili in futuro sia a chi organizza eventi sia a chi partecipa.
In ordine sparso:
Com'è andato?
L'evento è stato, a detta di tutte le persone che ho letto e sentito un grande successo.
In termini di numeri (il teatro Ambra Jovinelli era pieno, con 700 persone è stata aperta anche la parte superiore), di qualità/tipologia dei partecipanti (blogger di tutta italia di tutte le età, sesso, competenze e senza distinzioni di sorta), di visibilità ottenuta sia da Sky/Current (solo su Technorati ci sono 46 pagine di post), di visibilità ottenuta dalla blogosfera (con blogger intervistati, ripresi e mandati in onda in diretta su Sky Tg24, su Sky Active e su Sky.it).
Good :)
Ringraziamenti e credits
il merito del successo di questa iniziativa non è ovviamente mio ma è di Sky, di Sky Tg24, di tutte le persone che ci hanno lavorato giorno e notte, di quelle che hanno aiutato a creare le condizioni per realizzare questo evento, di chi gli ha dato visibilità, di chi ci è venuto, di chi l'ha documentato.
Gli amici e i blogger che ho coinvolto da subito (la sporca 30ina :) hanno avuto un ruolo determinante per coinvolgere altre persone e senza di loro l'evento non sarebbe stato possibile. Grazie di cuore a loro e tra gli altri a:
Antonio, Alessandro, Stefano, Paolo, Massimo (Mante), Luca Sofri, Lele, Davide (DaveBlog), Gaspart, Stefano, Christian, Nicola, Mafe, Gianluca (Macchianera), Andrea Beggi, Marco, Paolo De Andreis, Salvatore, Luca De Biase, Matteo, Eleonora, Marco Camisani Calzolari, Diego (Zoro), Alberto, Giacomo, Robin, Mauro, Luca, Marco Magnocavallo, Zampa, David , Tony , Alessio , Marco , Paolo, Luca (Pande), Giovy, Vittorio, Antonio.
Un ringraziamento particolare ci tengo a farlo a Marco Antonio Masieri, mio grande amico e socio in Blogosfere, vero e proprio punto di riferimento per me in ogni attività lavorativa.
Critiche
Questa è la parte che mi è piaciuta e che mi ha divertito di più :)
La mia collaudata teoria sulle critiche è davvero molto semplice (e ho ormai una certa esperienza quotidiana :).
1) Leggi tutto
2) Considera tutto
3) Rimetti sempre in discussione tutto
4) Valuta i fatti.
5) Se i fatti danno ragione a chi critica, tanto di cappello, chiedi scusa e lezione di umiltà per la prossima volta. Se i fatti danno torto a chi critica sarà lui a perdere di credibilità nei confronti dei propri lettori.
Il bello della critica infatti è che ognuno decide liberamente come giocarsela sapendo che se poi prende una cantonata la sua credibilità diminuisce.
Bene, in questo periodo ho letto tutto ma proprio tutto quello che è stato scritto (btw: è curioso vedere che c'è gente che magari pensa che io sia un giornalista e che scrive come se io vivessi al di fuori della Rete mentre ci passo il triplo del loro tempo!).
In sintesi i 2 filoni principali di critiche in questa occasione sono stati:
1) "l'evento è chiuso perchè ristretto a soli 30 blogger soliti noti" aka "fate distinzione tra blogger di serie a e di serie b" aka "il metodo di organizzazione ha danneggiato l’evento, creato malumore, allontanato invece che avvicinare." aka "Sono giochetti di chi non ha neanche idea di cosa sia la Rete" (... ah c'è anche chi ha scritto che le donne non erano viste di buon occhio all'evento e chi pensava di essere stata invitata per riempire un teatro che sarebbe stato mezzo vuoto).
Che dire, Wow, erano tutte balle e sono state clamorosamente smentita dai fatti :)
La partecipazione è stata straordinaria proprio grazie a come è stata gestita (e il merito è proprio della sporca 30ina che ha aiutato, ha dato una mano a dare visibilità all'evento).
L'evento è stato al 100% allargato e aperto a tutti quelli che si sono registrati online, donne a volonta ( :) ), nessuna distinzione tra blogger di serie a e di serie b (i posti non erano assegnati se non per chi doveva fare le domande per motivi di diretta), una giornata bella di socializzazione tra chi la Rete la conosce molto bene perchè la vive e non si limita a descriverla.
Perchè alcuni allora hanno fatto critiche cosi palesemente infondate?
Invidia? Fraintendimento? Ignoranza? Incompetenza? Diffidenza? Pregiudizio? Ingenuità?
Lasciamo da parte chi è ormai un irrecuperabile controposter professionista (quelli, avete presente, che qualunque cosa succeda sono sempre contro!) - perchè irrecuperabile - e chi folkloristicamente costruisce un caso da un tweet - perchè fa tenerezza :) -.
A mio parere a prescindere dalle motivazioni di ognuno, questa prima tipologia di critiche è servita alla fine solo a danneggiare i blogger che le hanno fatte e sinceramente mi dispiace perchè l'intenzione era quella di fare un evento aperto come poi è stato, senza esclusioni, per valorizzare chi è in Rete.
Sul fatto di essere partiti da una lista - pubblica e trasparente - di persone che conosco/stimo personalmente, consiglio di leggere questo bel post di Stefano che ne spiega in modo molto semplice i semplici motivi e questa comparazione di Mauro con le feste del liceo ;)
Probabilmente mi sono spiegato male - LA REGISTRAZIONE ERA APERTA A TUTTI - o non ci siamo capiti o si è voluto capire un'altra cosa. Peccato :(
Se alcuni si sono sentiti esclusi mi dispiace davvero (next time farò anche un manualetto d'istruzioni!). Magari la prossima volta prima di fare figuracce con critiche che si rivelano, nei fatti , senza senso, consiglierei di entrare prima almeno un pokino nel merito (a volte basta mandare una mail chiedendo spiegazioni e tutto si chiarisce). Poi ognuno come sempre fa come vuole ;)
2) "le domande vanno fatte al momento, non preparate prima e ci deve essere un vero dialogo"
In questo caso la critica (mossa da Robin con il suo classico tono supercolorato) la condivido ed è stata importante per aprire le domande anche a chi era in sala (non condivido il fatto che Rob sia stato fuori dall'evento tutto il tempo, solo soletto).
Ora sul come gestire le domande di un teatro a una persona si potrebbe scrivere un libro, perchè ogni soluzione scelta ha sempre dei difetti (e tutti sono bravi a fare i fenomeni dall'esterno); se apri troppo è un caos, se chiudi troppo non è democratico, se è una via di mezzo non sa di niente.
A questo si deve aggiungere che in un evento del genere c'era anche: la diretta su Sky Tg24 (i tempi e le necessità di una diretta incidono molto), un premio nobel/politico/personaggio di tutto rispetto, un'azienda come Sky (con tutte le sue esigenze e abitudini di comunicazione), Current (con i suoi problemi, chiusure e dubbi tipici di chi sta iniziando un progetto), 1654 altre componenti organizzative.
Tommaso no, no, no
In questo senso Tommaso ha commesso una gaffe oltre che un grave errore di comunicazione e sul piano professionale prendendo le distanze da quello che Sky e il sottoscritto (ovviamente in accordo con Current Italia e Mondo) stavano sviluppando per l'evento (e devo dire che squalificare il lavoro di un partner che sta lavorando per te non è un bel segnale da dare, no?).
A prescindere dalla pessima qualità del video (ma dico siete Current Tommaso, un conto è ugc un conto è amatoriale!) questo non ha contribuito a far chiarezza sul tema domande/evento e ha buttato benzina sul fuoco per altre critiche (senza senso).
La soluzione per le domande?
La mia opinione è che sia importante, in questo genere di eventi, arrivare ad avere in sala un dialogo vero e questo richiede da un lato alle aziende una maggiore apertura/disponibilità a mettersi in gioco, dall'altro lato a chi è attivo online (blogger e non) un'assunzione di responsabilità del proprio ruolo e maggiore competenza (spesso chi ha poi la parola dimostra di non conoscere la materia di cui si parla o di non essere padrone del mezzo su cui si sta esprimendo...tv, radio, ecc.).
E' ovvio infatti che nella blogosfera (nella vita) ci sono persone più competenti su un argomento di altre. Equiparare i blogger tra di loro non ha alcun senso perchè il fatto di avere un blog non ti trasforma in una persona competente e capace. Vuol solo dire che hai un blog. Alcuni ci fanno cose egregie altri cose inutili. Tutto qui.
In altri termini, se devo giocare contro Roddick mi porto Federer non Canè (a proposito, che fine ha fatto?) :)
L'idea iniziale quindi di avere un nucleo di persone - a mio parere affidabili e rappresentative - che raccogliessero le domande e i suggerimenti sui propri blog per dar voce al tutto durante l'evento- in base a un sistema di scelta tipo i più votati di questi -, andava in questa direzione.
Tempi e organizzazione
L'incontro di Gore con i blogger è stato organizzato in 3 settimane, con due ponti in mezzo, 25 aprile e 1 maggio.
Tutto è stato fatto esclusivamente online, grazie al passaparola e senza comunicazione da parte di Sky (trattandosi di coinvolgere un target ben specifico quale blogger e internauti).
Mi fermo qui!
Grazie ancora a tutti, di cuore e ci vediamo a Luglio con Rupert Murdoch al Colosseo (joke) :)
Crossposted da: SKY TG24 Reporter Diffuso: Incontro Al Gore/Blogger, riflessioni conclusiveWow, mi hai linkato come il primo dei cattivi :-)
Non ho detto che TU sei giornalista, la frase era "li dentro c'è gente che...." quindi non era un esclusiva nei tuoi confronti, era generico sulla sporca trentina o come è stata chiamata durante il periodo della viral/buzz/polemica.
Comunque, a parte questi dettagli inutili, forse sarebbe più interessante leggere le mie opinioni sul tema, perchè nemmeno questo è ESCLUSIVO della "soprca trentina". Current è di tutti o no?
Quindi restiamo sul tema non sulla polemica che, infatti, lascia il tempo che trova. E' inutile misurarcelo su chi passa più tempo in rete, non ci sono parametri oggettivi di confronto e proviamo a riportare al centro le dinamiche conversazionali.
Ho scritto di current e di altre forme di video medialità su un articolo dedicato al tema: http://webeconoscenza.blogspot.com/2008/05/current-la-polemica-e-la-web-tv-di.html
Su quello ci sono aperture "conversazionali" mentre, quello che hai linkato tu è una reazione alle dinamiche polemico/blogesferiche. E sono il rumore di fondo della blogopalla italica di tutti i santi giorni che, spesso, mi divertono per il loro ping-pong.
Kind regards
Bellissimo chiarimento. Fuori dai denti, senza risparmiare niente a nessuno. Bravo Marco
alle 00:33
Guido Tedoldi
Commento soltanto adesso questo post perché non l'ho visto prima. Se sono fuori tempo massimo me ne scuso – finirò nel dimenticatoio della rete.
Poiché faccio parte del network di BlogoSfere avevo ricevuto gli inviti a partecipare alla presentazione di Gore l'8 maggio.
Ma ho preferito non andarci.
Il motivo è che, se si vuol fare un prodotto studiato per il web 2.0 ovvero capace di creare comunicazione alla pari tra il produttore e l'utente, non si fa una televisione. Mi sembra un controsenso logico. La tv è tra i media più dispari che si siano mai concepiti. Come può l'utente interagire con una trasmissione televisiva? Basti pensare al tempo che ci si impiega a girare un video in proprio per commentare un programma televisivo e a spedirlo: magari saranno pochi minuti, ma intanto il concetto stesso di «interazione in tempo reale» è stato compromesso. E se per commentare un video trasmesso dalla tv, l'utente invia un testo come fosse un blog normale... qual è il tipo di interazione che si sta attuando?
Mi rendo conto che internet è ancora giovanissimo per cui forse non lo stiamo ancora capendo bene... mi correggo: forse sono io che non lo sto ancora metabolizzando bene pur passandoci dentro parecchie ore ogni giorno.
Per esempio, uno dei pilastri riconosciuti del web 2.0 è YouTube, tutto fatto di immagini, e Twitter esiste soltanto da pochi mesi ma già sta rivoluzionando (un'altra volta, a un attimo dalle rivoluzioni precedenti) certe modalità comunicative consolidate.
Tuttavia mi pare che ci sia una questione più generale da prendere in considerazione: chi parla oggi di creare nuovi canali televisivi fa un discorso di retroguardia. Negli ultimi mesi del 2007, negli Usa, si è registrato il sorpasso di utenti di internet rispetto a quelli televisivi nel prime time, ossia nelle prime ore della sera che sono quelle in cui le tv registrano i maggiori ascolti. In quelle ore c'è più gente che interagisce con un computer rispetto a chi guarda una tv.
È lo stesso errore di prospettiva di chi, qualche tempo fa, sosteneva che le nuove tecnologie avrebbero trascinato l'umanità nella civiltà dell'immagine. Sembrava una previsione plausibile, perché i dati di vendita di libri e giornali mostravano diminuzioni preoccupanti mentre la tv era usata da molti genitori come una baby sitter economica per i figli.
Ma cosa è successo, in realtà? I computer hanno trascinato l'umanità in una nuova civiltà della parola – stavolta non solo letta e in qualche modo subita bensì prodotta in proprio. Nel 2002 la parola «blog» non esisteva, poi lo strumento è stato messo a disposizione del pubblico e adesso i blog personali sono decine di milioni in tutto il mondo. E la produzione di sms scritti con il telefonino supera il miliardo al mese – nella sola Italia, periferia del mondo. In estremo oriente si parla di miliardi di sms al giorno.
Guido Tedoldi
aka ComeSeFosseSport in BlogoSfere