C'è una nuova economia destinata a dominare questi anni digitali.
L'economia della reputazione e dell'attenzione.
Questa economia si incentra sul traffico che riesco a portare sui miei contenuti - ovunque questi si trovino, in un blog, in un widget, in un feed - e si pesa a link.
Anderson lo spiega molto bene in un passaggio di questo talk al Nokia World 2007.
In sostanza i link hanno un valore economico ben quantificabile.
Non è solo un valore di significato.
Link, chi campa di progetti online lo sa bene, vuol dire traffico.
Indicizzazione migliore. Visibilità del brand.
Buoni link significano page rank.
Significano autorevolezza. Significano reputazione.
Significano: soldi.









alle 10:41
marco cavicchioli
in altre parole i links sono il vettore della popolarità (e non degli introiti). ovvio che "popolarità" può facilmente significare "introiti", qualora si sia in grado di operare questa trasformazione (e che "mancanza di popolarità", ovviamente, significa "mancanza di introiti").
in questo senso il tuo ragionamento mi pare allo stesso tempo semplice e corretto (due caratteristiche da non sottovalutare mai). e porta dritto alla considerazione che è possibile pesare le potenzialità economiche dei blogs dalla popolarità che sono in grado di vettoriare ai link che pubblicano!
forse questo potrebbe essere (finalmente) un criterio obiettivo per pesare e monetizzare la reale potenzialità economica di un certo particolare tipo di blog.