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Perché il DDL Levi sull'editoria è tecnicamente una follia e non tecnicamente una vergogna (video)

Marco Montemagno avatar Domenica 21 Ottobre 2007, 16:02 in Blogging di Marco Montemagno

Da quando venerdì Paolo ha lanciato l'allarme sull'ennesimo potenziale attentato alla Rete da parte dei nostri politici, non si parla d'altro.
Ieri su Reporter Diffuso abbiamo aperto ovviamente su questo argomento e Vi ripropongo qui i primi 5 minuti di riflessioni dedicati all'argomento.
Mi dite la Vostra?
Link: YouTube - DDL Levi sull'editoria, intervento di Marco Montemagno.

Crossposted da : SKY TG24 "Reporter Diffuso":
12
12 commenti
12
08 Nov 2007
alle 16:13

V.

Condivido in pieno la tua preoccupazione Massimiliano.

"L'iscrizione al Roc, il registro presso l'Autorità garante per la comunicazione, riguarderà chi opera su internet con fini d'impresa, escludendo dunque il singolo privato che da solo utilizza la Rete. "

Questo secondo le ultime notizie.

Di fatti, quindi, chiunque abbia una partita IVA e cerchi in qualche modo di operare in rete rientrerebbe tra coloro che sarebbero obbligati alla registrazione ?

Ma ammesso e non concesso che il ddl diventi legge, tutti gli iscritti al ROC avrebbero allora gli stessi diritti delle testate giornalistiche? Mi riferisco alle agevolazioni fiscali e ai fondi per l'editoria (!)

 

11
05 Nov 2007
alle 17:52

Massimiliano Cuccia

Molti, anzi, tutti si preoccupano per i blogger. Io credo che (anche grazie al polverone che s'è alzato dentro e fuori la rete) nessuno chiederà ai blogger l'iscrizione al ROC.

Piuttosto temo per le start-up italiane, che, se non ho capito male, sono incluse nel ddl. (smentitemi vi prego!)

Nel panorama italiano, in cui è difficile fare nascere una azienda, meglio bloccare i (già) pochi tentativi di avviare una start-up: blocchiamoli con il ROC.

Mi sbaglio? 

10
26 Ott 2007
alle 16:18

Andrea

Il tentativo avrà vita corta, la rete non si può imbrigliare... ma fa riflettere e capire da che parte stanno i censori e, nel paese tra gli ultimi al mondo per diritto, livertà e possibilità di espressione e comunicazione, fa molta molta molta tristezza....

9
23 Ott 2007
alle 23:03

Marco Montemagno

Ciao Luca era finito tra lo spam il tuo commento :(
ORa è pubblicato :)
M

8
23 Ott 2007
alle 22:38

Luigi Gallo

La mia risposta a mym (n.5), che avrebbe dovuto essere la n.6, attende da stamane lo sblocco censorio del blogger. Ci riprovo intanto con un ulteriore link sulla fonte della notizia sulla "comica finale" di Frattini: http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/scienza_e_tecnologia/google6/frattini-ricerche/frattini-ricerche.html

Questa era invece quella che avevo, senza successo, tentato di postare stamattina: http://www.vnunet.it/it/vnunet/news/2007/09/11/antiterrorismo-commissario-ue

Scherzo ovviamente sulla censura di Montemagno, avrà probabilmente altro oggi a cui pensare. Primo o poi apparirò in chiaro.

Ciao e complimenti per il post e il video molto esplicito.

LG

7
23 Ott 2007
alle 21:50

Giacomo

Direi che i concetti sono questi: Ignoranza. Nel senso di un evidente e goffo tentativo da parte della classe politica di arginare un fenomeno che semplicemnte non conoscono. In merito al quale sono appunto ignoranti. Paura. Collegata a doppio filo all'ignoranza. Di fronte a un fenomeno così libero, democratico e condiviso la politica ha paura. Contraddizione. Si cerca di mettere paletti a un mondo che non si conosce, l'ha rilevato bene l'amica del post 2, non riuscendo nè a descriverlo, nè a circoscriverlo. Mi ricollego al video sui Social Media di Smau: le aziende nonostante i numeri non investono in internet perchè non lo conoscono, perchè è più comodo investire sul classico. La classe politica è nelle stesse condizioni ma teme qui entra in giovo la perdita di potere e controllo anche se mi sembra (Frattini docet) che io li stia sopravvalutando...

5
23 Ott 2007
alle 11:14

mym

No, non ci credo. Frattini no, non può averlo fatto... mi pare così enorme che neppure Frattini... Qualcuno cita la fonte della news, per piacere?

Grazie

Ciao

mym 

4
23 Ott 2007
alle 10:44

Luigi Gallo

Caro Marco, hai proprio ragione sull'analfabetizzazione informatica pressocché totale dei nostri politici. Leggevo ieri sera che il nostro Frattini si è coperto di ridicolo di fronte ai parlamentari europei proponendo, come misura antiterrorismo, di eliminare dalla possibilità di ricerca in rete termini come omicidio, terrorismo, uccidere... Ma non diceva per scherzo! A parte il fatto che non ha nessuna idea di come funzioni Internet, secondo questa mente geniale non si potrebbe, tra le altre, fare più nessuna ricerca storica e poi l'aspetto più comico della profonda elucubrazione sarebbe che per evitare che la gente si droghi, basterebbe eliminare dal dizionario la parola cocaina, o per gli alcolisti alcol, vino ecc. Come mai nessuno ci aveva ancora pensato? :-D

3
22 Ott 2007
alle 12:36

Lo psicologo

Io credo che tale decreto parta da presupposti errati. La rete è già sorvegliata dalla polizia postale, la quale possiede i mezzi per rintracciare chi si rende colpevole di reati sul web. Inoltre la legge punisce chi lo fa.

Non vedo dunque la necessità di restringere l'accesso ad internet, né il bisogno di rendere più severe le pene per chi sbaglia online.

E poi scusate... ma quale assurdo governo prima libererebbe i delinquenti minori (si fa per dire...) attraverso l'indulto, per poi mettere in prigione chi diffama qualcuno su internet?

Non vi pare un po' incoerente, per non dire di peggio?

2
22 Ott 2007
alle 10:22

V.

Ciao Marco, buongiorno. Sono felice tu abbia aperto la discussione su questo argomento,  penso che i tuoi spazi siano i più adatti per un approfondimento ragionato e competente. Grazie.

Inutile dire che lo scompiglio e il disagio siano largamente diffusi e si necessita di chiarezza e sopratutto di certezza. Concordo anche sul rimanere "tranquilli" che Luca ci invita ad essere tramite il suo ragionamento, ma non per la sua convinzione che i blog non sarebbero coinvolti dal decreto legge, ma perchè sono convinta che il testo dello stesso dl non arriverà MAI ad essere approvato definitivamente.

La distinzione tra prodotto d'informazione e blog non è affatto rilevabile dal testo del disegno di legge che qui riporto brevemente:

"Il prodotto e l’attività editoriale

Art. 2

(Definizione del prodotto editoriale)

1. Per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da
finalità di informazione, di formazione, di divulgazione, di intrattenimento,
che sia destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale
esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
2. Non costituiscono prodotti editoriali quelli destinati alla sola
informazione aziendale, sia ad uso interno sia presso il pubblico.
3. La disciplina della presente legge non si applica ai prodotti discografici
e audiovisivi. "

 

1
21 Ott 2007
alle 21:52

Luca Lodi

Il ddl non mette a rischio i blogger, è l'interpretazione data da alcuni ad aver sollevato un falso pericolo.

L'ho spiegato qui: http://www.lucalodi.it/2007/10/21/ddl-editoria-e-gia-sono-polemiche-dal-web-ma-i-blogger-non-sono-coinvolti/

Invito a leggere il mio post e, soprattutto, a leggere le norme in questione tenendo presente le finalità, l'ambito applicativo e le altre norme di cornice. 

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