Notizie e opinioni su Internet
Segnalo questo post di Andressen in cui fa il punto sul tema delle piattaforme web.
Il termine piattaforma è oggi abusato ma Marc Andreessen lo definisce con precisione (A "platform" is a system that can be programmed and therefore customized by outside developers -- users -- and in that way, adapted to countless needs and niches that the platform's original developers could not have possibly contemplated, much less had time to accommodate) e individua, con grande competenza, 3 livelli di evoluzione delle piattaforme online:
Al momento ci troviamo ancora nella fase 1 e 2, ma il futuro ci porterà presto al livello 3.
La differenza è enorme.
Nei primi due casi chi sviluppa deve essere in grado di coprire tutti i costi (= server, banda, ecc.) e deve avere una struttura in grado di gestire un servizio di- se gli va bene - milioni di utenti.
Nel livello 3 questo onere passa invece in toto alla piattaforma (lo sviluppatore mette solo il codice).
Bene, perché è importante questa riflessione sulle piattaforme?
Perché si comprende il motivo per cui in Italia non possono nascere start up in grado di sviluppare prodotti destinati a un mercato mondiale.
Se realizzo un widget per Facebook e questo diventa famoso, mi trovo a sostenere costi - senza contestuali ricavi - che non sono in Italia sostenibili se non da grandi gruppi (negli USA invece, dove si parte con un'iniezione di milioni di dollari, posso permettermelo).
Tanto per capirci senza arrivare ai 200.000 e passa server di Google, un servizio come Mahalo ha sotto una ventina di server, 60 dipendenti e 20MLN di dollari di finanziamento.
Ne consegue che il livello 3 delle piattaforme web permetterà ai paesi meno evoluti di sviluppare applicazioni di successo senza avere alle spalle tutta l'infrastruttura necessaria oggi.
So Italy is waiting asap for Level 3 platform ;)
blog.pmarca.com: The three kinds of platforms you meet on the Internet