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Ago 0710

Il nuovo Google News commentato: riflessioni

Pubblicato da Marco Montemagno alle 10:10 in Google


E' da un paio di giorni che volevo commentare la notizia di Google News che ha aggiunto la possibilità di commentare le notizie (per ora solo negli USA).

Allora vediamo un pò in ordine sparso:

  • la notizia è importante per due motivi: il primo è che ormai qualsiasi cosa faccia Google è importante!
    Il secondo è che una decisione di questo tipo segnerebbe il passaggio da Google "ricercatore di contenuti" a Google "produttore/curatore di" contenuti.
    Le conseguenze di un tale cambiamento sono ovviamente di proporzioni immense per il mondo dei media.
    Google non sarebbe più soltanto uno strumento tecnico (di fatto non lo è già più da una vita, ma nell'immaginario collettivo è ancora solo un "motore di ricerca"), un possibile partner tecnologico, ma diventerebbe un competitor vero e proprio.
  • le critiche non sono mancate
  • come sempre Google parte con un'iniziativa e poi valuta.
    Se funziona prosegue se non funziona fa abort.
    Anche in questo caso testeranno il funzionamento e le reazioni per poi decidere il da fare.
    Se la sperimentazione produrrà risultati positivi state certi che Google la porterà avanti a prescindere dagli editori.
    E' BigG ad avere il coltello dalla parte del manico non gli editori tradizionali.
  • su Google News non c'è adv = Google non guadagna dal traffico generato sulla sezione News.
    Al contrario indirizza traffico ai siti presenti su Google News (che invece monetizzano quel traffico). Se fate informazione online, preferite essere presenti o assenti su GNews?
  • a livello macro se osserviamo cosa è diventato Google e cosa diventerà siamo da un lato affascinati dall'altro spaventati.
    Google è il database delle intenzioni dell'umanità .
    E' il socio di maggioranza di tutti gli editori online e della stragrande maggioranza dei siti che fanno business (se Google ti toglie dai suoi indici chiudi).
    Google è il futuro attuale della TV.
    Google ha in mano tutti i dati degli utenti, email, calendari, video, foto, post, mappe, documenti, dati di traffico, conversazioni IM, libri... (= ha in mano il mondo).
    Google possiede il più grande focus group
    mondiale, in tempo reale, disponibile sul mercato.
    Google, in altri termini, sta prendendo il controllo di tutti i dati in circolazione.
    Cosa ne faranno dipende solo da loro.
    Ora, i dubbi nascono non dalla mancanza di fiducia verso Page e Brin (che hanno dimostrato di essere geni allo stato puro) ma dall'essere Google un'azienda. Un'azienda persegue sè stessa. Il suo profitto. La sua sopravvivenza.
    Se Larry e Sergey se ne andranno?
    Se cambieranno gli azionisti?
    Chi gestira i dati del mondo a quel punto? In quali mani saremo?
    Questo spiega video come il Google Master Plan e il crescente declino di credibilità tra gli addetti ai lavori del claim "don't be evil".
  • Google si sta sviluppando come Microsoft, seguendone le stesse linee di crescita.
    Da start up, a società tecnologica, a società media, a colosso mondiale in grado di influenzare di fatto qualsiasi settore. Ricordate quando Microsoft dichiarava che non sarebbe mai entrata nel settore degli applicativi per ufficio perché era solo una piattaforma per i partner?
    Questo non è nè bene nè male. E' business e come tale va trattato.
    BigG non è un gigante buono o il salvatore del mondo; è un'azienda privata che realizza prodotti - e utili - straordinari ma resta pur sempre un'azienda. Ricordiamocene.

Mi dite la Vostra?

UPDATE !
Mauro ha un ottimo post sul tema dove mette in luce il concetto degli “human content everywhere”.

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SKY TG24 "Reporter Diffuso" ha detto in Il nuovo Google News commentato: riflessioni:

A chi è interessato al tema Google segnalo Il nuovo Google News commentato: riflessioni - Internet con Marco Montemagno.ps: si non avevo voglia di crosspostare :) [continua]

Mauro Lupi's blog ha detto in Tracce umane ovunque / parte prima:

Da qualche giorno Google permette di commentare le notizie pubblicate su Google News (per ora solo negli Stati Uniti), ma solo se si è parte in causa della notizia.Ad esempio, l'articolo sulla ricercache rileva come i ragazzi preferiscano hamburger e p... [continua]

Se una notte d'inverno un giornalista ha detto in Ancora sui commenti in Google News:

Un paio di interessanti analisi italiane sulla notizia dei commenti aperti (parzialmente) sulla versione americana di Google News da Mauro Lupi e Marco Montemagno. [continua]

Commenti

1. Stefano Brivio, Domenica 12 Agosto 2007 ore 04:12

Personalmente ho più volte espresso, dalle pagine del mio piccolo blog, alcune perplessità riguardo l'ascesa trasversale di Google in n business. Personalmente sono affascinato dal grande lavoro svolto negli anni da Page e Brin, però si sa che con il tempo tante cose possono cambiare e non è detto che in futuro questo possa accadere anche nel "Pianeta Google".

Riflettendo un attimo, un eventuale passaggio completo a produttore di contenuti sarebbe un (piccolo?) terremoto nell'editoria mondiale. In tal caso vedrei difficile la vita per tutti i medio/piccoli editori, si troverebbero a fronteggiare un colosso dalle potenzialità a loro semplicemente inimmaginabili.

Is Google Press as near as some people think?

2. Guido Tedoldi, Domenica 12 Agosto 2007 ore 20:15

Il post di Montemagno è illuminante. Oltre a essere uno che internet lo pratica, Montemagno è uno che internet lo pensa e lo contestualizza, e di figure così ce n'è di bisogno in un periodo come questo in cui l'onda del cambiamento è alta e sembra travolgerci.

Ma a un certo punto del suo post, Montemagno scrive una cosa che non mi sembra corretta: «Google, in altri termini, sta prendendo il controllo di tutti i dati in circolazione».

È vero che Google si sta inserendo sempre più pesantemente (non solo come motore di ricerca, ma anche come proprietaria di YouTube e della rete di forum Usenet, solo per fare qualche esempio) nella filiera che mette in contatto i produttori di contenuti e il pubblico degli utilizzatori del web. Ma non mi pare che controlli i contenuti, o i produttori di contenuti. Senza il materiale costruito dai produttori, Google rimane senza materia prima.

 

Sposto un po' il discorso, che forse mi faccio capire meglio. Nel settore della distribuzione musicale, c'è stato un periodo in cui le case discografiche imperavano. Sembravano controllare tutta la musica che c'era in circolazione, ed erano le uniche organizzazioni in grado di trasformare in soldi (tonnellate di soldi) le passioni del pubblico. Poi sono venuti il web, il peer to peer, iTunes e le sue 3 miliardi di canzoni vendute.

Adesso i musicisti (alcuni di essi, perlomeno) guadagnano ancora tonnellate di soldi, ma dai concerti. Basta vedere che cifre girano intorno alle tournée di Madonna, o degli U2. I produttori di musica, gli artisti, avranno forse perso un po' di controllo dei propri dati – i quali viaggiano in rete cavalcando onde spesso ancora ignote. Ma non mi pare che abbiano perso il controllo della propria musica, anzi. Nell'era della riproducibilità, gli artisti che fanno concerti sono padroni della propria originalità.

 

Guido Tedoldi

3. Valerio, Domenica 26 Agosto 2007 ore 15:39

Ci sono aggregatori di notizie molto più potenti di Google News, come ad es. http://findarticles.com.

C'è anche un sito web frutto di un progetto dell'Unione Europea molto interessante, che aggrega notizie di centinaia di giornali e riviste su cui si possono effettuare potenti ricerche per parole chiave. Peccato non ricordi più il sito. Qualcuno ha capito di cosa sto parlando?

4. dj morano, Martedì 4 Settembre 2007 ore 03:58

La gente non sa...è a Silicon Valley che si producono i Nobel, non a Milano, e nemmeno a Parigi. Non c'è Google senza le grandi influenze dei JP Morgan. Le leggi le fanno per loro, non per il popolo della rete.

Youtube ha appena siglato un accordo con i grandi gruppi di major della musica, in cima a tutte TimeWarner (AOL vi dice nulla ?) per spartirsi i diritti. Solo sopra soglie importanti, i piccoli, ovvero l'audience, che è anche il contents creator del 90 % del materiale youtube, non piglia nulla.

Un filosofo contemporaneo, Jean Baudrillard, ha già espresso molte verità nella filosofia del "Pensiero Unico". Per essere diretti e concisi, caro Marco, siamo fottuti...

 

5. Marco Massarotto, Domenica 9 Settembre 2007 ore 16:49

Non sono molto d'accordo con:
"il passaggio da Google "ricercatore di contenuti" a Google"produttore/curatore di" contenuti."
Google, a mio avviso, non è mai stato un mero ricercatore di contenuti, ma dal giorno 1 ne è stato un organizzatore, fosse solo per PageRank.
Inoltre, con l'apertura dei commenti alle news, non ne vedo il passaggio a produttore di contenuti: mi sembra che resti su una posizione di organizzazione.
E' vero che il confine tra curatore e produttore di contenuti è molto labile; che anche solo decidere chi far commentare è una scelta editoriale. Ma volendo tutto è una scelta editoriale, anche il fatto di decidere di esistere, per Google. Quindi non mi pare che questa decisione comporti uno spostamento significativo della attuale posizione di Google. 

6. Marco Montemagno, Domenica 9 Settembre 2007 ore 17:01

Agree Marco non è questo in sè uno spostamento ma è un segnale chiaro di spostamento ;)

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