Notizie e opinioni su Internet
E' da un paio di giorni che volevo commentare la notizia di Google News che ha aggiunto la possibilità di commentare le notizie (per ora solo negli USA).
Allora vediamo un pò in ordine sparso:
Mi dite la Vostra?
UPDATE !
Mauro ha un ottimo post sul tema dove mette in luce il concetto degli “human content everywhere”.
Non sono molto d'accordo con:
"il passaggio da Google "ricercatore di contenuti" a Google"produttore/curatore di" contenuti."
Google, a mio avviso, non è mai stato un mero ricercatore di contenuti, ma dal giorno 1 ne è stato un organizzatore, fosse solo per PageRank.
Inoltre, con l'apertura dei commenti alle news, non ne vedo il passaggio a produttore di contenuti: mi sembra che resti su una posizione di organizzazione.
E' vero che il confine tra curatore e produttore di contenuti è molto labile; che anche solo decidere chi far commentare è una scelta editoriale. Ma volendo tutto è una scelta editoriale, anche il fatto di decidere di esistere, per Google. Quindi non mi pare che questa decisione comporti uno spostamento significativo della attuale posizione di Google.
La gente non sa...è a Silicon Valley che si producono i Nobel, non a Milano, e nemmeno a Parigi. Non c'è Google senza le grandi influenze dei JP Morgan. Le leggi le fanno per loro, non per il popolo della rete.
Youtube ha appena siglato un accordo con i grandi gruppi di major della musica, in cima a tutte TimeWarner (AOL vi dice nulla ?) per spartirsi i diritti. Solo sopra soglie importanti, i piccoli, ovvero l'audience, che è anche il contents creator del 90 % del materiale youtube, non piglia nulla.
Un filosofo contemporaneo, Jean Baudrillard, ha già espresso molte verità nella filosofia del "Pensiero Unico". Per essere diretti e concisi, caro Marco, siamo fottuti...
Ci sono aggregatori di notizie molto più potenti di Google News, come ad es. http://findarticles.com.
C'è anche un sito web frutto di un progetto dell'Unione Europea molto interessante, che aggrega notizie di centinaia di giornali e riviste su cui si possono effettuare potenti ricerche per parole chiave. Peccato non ricordi più il sito. Qualcuno ha capito di cosa sto parlando?
Il post di Montemagno è illuminante. Oltre a essere uno che internet lo pratica, Montemagno è uno che internet lo pensa e lo contestualizza, e di figure così ce n'è di bisogno in un periodo come questo in cui l'onda del cambiamento è alta e sembra travolgerci.
Ma a un certo punto del suo post, Montemagno scrive una cosa che non mi sembra corretta: «Google, in altri termini, sta prendendo il controllo di tutti i dati in circolazione».
È vero che Google si sta inserendo sempre più pesantemente (non solo come motore di ricerca, ma anche come proprietaria di YouTube e della rete di forum Usenet, solo per fare qualche esempio) nella filiera che mette in contatto i produttori di contenuti e il pubblico degli utilizzatori del web. Ma non mi pare che controlli i contenuti, o i produttori di contenuti. Senza il materiale costruito dai produttori, Google rimane senza materia prima.
Sposto un po' il discorso, che forse mi faccio capire meglio. Nel settore della distribuzione musicale, c'è stato un periodo in cui le case discografiche imperavano. Sembravano controllare tutta la musica che c'era in circolazione, ed erano le uniche organizzazioni in grado di trasformare in soldi (tonnellate di soldi) le passioni del pubblico. Poi sono venuti il web, il peer to peer, iTunes e le sue 3 miliardi di canzoni vendute.
Adesso i musicisti (alcuni di essi, perlomeno) guadagnano ancora tonnellate di soldi, ma dai concerti. Basta vedere che cifre girano intorno alle tournée di Madonna, o degli U2. I produttori di musica, gli artisti, avranno forse perso un po' di controllo dei propri dati – i quali viaggiano in rete cavalcando onde spesso ancora ignote. Ma non mi pare che abbiano perso il controllo della propria musica, anzi. Nell'era della riproducibilità, gli artisti che fanno concerti sono padroni della propria originalità.
Guido Tedoldi
Personalmente ho più volte espresso, dalle pagine del mio piccolo blog, alcune perplessità riguardo l'ascesa trasversale di Google in n business. Personalmente sono affascinato dal grande lavoro svolto negli anni da Page e Brin, però si sa che con il tempo tante cose possono cambiare e non è detto che in futuro questo possa accadere anche nel "Pianeta Google".
Riflettendo un attimo, un eventuale passaggio completo a produttore di contenuti sarebbe un (piccolo?) terremoto nell'editoria mondiale. In tal caso vedrei difficile la vita per tutti i medio/piccoli editori, si troverebbero a fronteggiare un colosso dalle potenzialità a loro semplicemente inimmaginabili.
Is Google Press as near as some people think?
alle 17:01
Marco Montemagno
Agree Marco non è questo in sè uno spostamento ma è un segnale chiaro di spostamento ;)