Notizie e opinioni su Internet
Mentre i giornali si concentrano sull'inglese maccheronico di Di Pietro e il Ministro Gentiloni viene ricoperto di insulti nei commenti del proprio blog, da tempo noi miserabili (ndr: è proprio vero ragazzi che ormai in Italia, con così tanti giornalisti analfabeti di Internet in giro, lo scopo pricipale è diventato quello di sopravvivere ai media!) ci arrovelliamo per capire quale sia il ruolo dei commenti sui blog e quali siano i modi migliori per attuare una reale conversazione.
Il problema è vasto e tocca molto da vicino i media, i blogger, i politici e chiunque comunica online (!).
Analizziamo i politici.
La doverosa premessa è che ad oggi in Italia, non abbiamo politici - noti - che usano realmente Internet.
Internet non è integrato nella politica.
E' relegato a tool da sfoderare nell'imminenza delle elezioni e stop.
E' brutto, è triste ma è così.
Gli unici che in un qualche modo stanno cercando di fare qualcosa sono Di Pietro, sopra a tutti, da poco Capezzone, Gentiloni perché posta su un blog da tempo e pochi altri a scendere.
Ma nessun politico italiano, ripetiamolo, oggi usa veramente la Rete.
Appurato questo, va da sè che i commenti più o meno aperti su un blog di un politico sono un fatto assolutamente secondario.
Il punto principale è: l'approccio.
L'approccio prescinde dall'avere un bel form colorato a piè di post dove inviare un commento.
Lo strumento tecnico (forum?commenti?chat?twitter?mybloglog?) che uso per mettere a suo agio chi legge è secondario.
Può essere più o meno comodo, più o meno immediato, ma non è il nodo centrale.
A me interessa capire come si comporta chi scrive.
Mi interessa capire se è uno che c'è o se fa finta.
Mi interessa capire se è dentro alla materia di cui parla (e per essere dentro deve essere connesso ad altri) o se si collega "al suo blog" soltanto per scrivere il suo articoletto e poi si ritira veloce, veloce, nelle sue stanze.
Mi interessa capire se il blog se lo porta sotto al cuscino.
Questo mi interessa. Non la forma.
La forma la posso facilmente manipolare.
Posso usare un blog con commenti aperti che non leggerò mai e sono punto a capo.
Posso avere tecnicamente un blog, con commenti aperti ma moderati così ci saranno solo commenti positivi ai miei post.
Al contrario posso avere un blog senza commenti ma essere così attento ai lettori, a quello che dicono (integrandoli ogni volta all'interno stesso dei post) che la mancanza del link commenti neanche si nota (guardate Boingboing ad esempio).
Potrei anche avere un blog senza commenti ma talmente attivo online da riprendere sempre nei miei post via trackback quanto dicono altri blogger e commentatori di altri blog sul mio conto.
Approccio, approccio, approccio.
I mercati NON sono conversazioni. I mercati sono le Tue conversazioni.
Ed è un fatto di attenzione e di fiducia.
Attenzione a quanto succede in Rete, a quanto si dice, a come si muove Mamma Internet.
Attenzione costante, ogni giorno, assillante, rispettosa, ininterrotta.
Non una toccata e fuga. Non una sveltina con noi sfigati.
E fiducia.
Fiducia che riponi in altre persone che scrivono. Fiducia che altri ripongono in Te.
E anche questa fiducia, lo sappiamo, ogni giorno è in discussione, da riguadagnare, da non tradire, ecc._ecc.
E allora i commenti sono vitali per un blog?
Attenzione e Fiducia lo sono. Vitali.
Se un politico è in buona fede ed è ben intenzionato online, allora non avrà problemi ad avere questo approccio e si può cominciare a valutare come gestire i feedback/critiche/suggerimenti dei lettori: la community.
A questo proposito vale per i politici quello che vale per le aziende e per i blogger più visitati; in base al "prodotto", al messaggio, al carattere del politico si valuterà il canale di comunicazione migliore.
Ci sono poi i blogger da gestire e mille altre attività.
Ma questa è un'altra storia e fa parte della vita online di tutti i giorni.
NB
Una piccola postilla sugli insulti/ingiurie nei commenti.
Su Blogosfere gestiamo ormai centinai di migliaia di commenti di qualunque tipo e l'idea che ormai mi sono fatto la riassumerei con questo "if then else".
Se hai commenti che esprimono qualcosa (uno stato d'animo, dei complimenti, delle critiche anche durissime, ecc.) > Ottimo
Negli altri casi (insulti a chi scrive o a chi commenta, spam, o altri contenuti legalmente discutibili) >> I commenti te li fai sul tuo sito/blog e te ne assumi ogni responsabilità ;)