Notizie e opinioni su Internet
Panorama online come preannunciato si è trasformato ed è diventato, di fatto, un grande blog.
L'iinteresse è quello, comprensibile, di salire sul carro dei vincitori del web 2.0, creare community, indicizzare meglio e tutto il resto.
Piattaforma usata Wordpress.
Primi considerazioni al volo:
Update!
Lorenzo nei commenti ha un dubbio più che legittimo (che in un qualche modo, per il mondo delle aziende, si ricollega alle perplessita di Marco Freccero) che vi giro:
"Oggi ha ancora un senso aprire un blog?
So che la risposta può sembrare scontata. Il punto è che il fenomeno ormai si è stra-consolidato, e al mondo esistono decine di milioni di blog.
Tutti vogliono dire la loro (giustamente) e lanciano la loro "bottiglia in mezzo al mare".
Non c'è argomento che non venga coperto da qualche centinaio di blog come minimo.
E molto spesso sono le stesse notizie che rimbalzano (e a volte si gonfiano o si distorcono) da una pagina all'altra.
Eppure una giornata è fatta sempre di 24 ore, e nell'arco di questa giornata ognuno di noi ha "poco" tempo per leggere le novità dal suo rss reader preferito.
E così si finisce col leggerle sempre dai soliti dieci-quindici siti max.
A volte aggiungiamo indirizzi al nostro lettore rss senza neanche andarli a consultare (dando l'illusione all'autore di apprezzare il suo lavoro). Di qui la mia domanda... vale ancora la pena di aprire un blog oggi?"
Ciao, lo sappiamo, in questo senso: sappiamo che sara' difficile, ma crediamo di poterci riuscire. A presto. Marco
Montemagno domanda giustamente se lo staff di Panorama sa a cosa va incontro. Secondo me quello staff non lo sa. O meglio, pensa di saperlo e di essere perfettamente in grado di controllare e, se serve, di manipolare il processo. Ma sarà dura. Lo dico dall'interno, nel senso che sono giornalista e ho fatto parte di alcune redazioni. Non lavoro alla Mondadori, per cui potrebbero mancarmi delle informazioni fondamentali.
Quello che so è che il flusso di lavoro dei mass media tradizionali è gerarchizzato, nel senso che c'è un percorso di scelta e lavorazione delle singole notizie abbastanza rigido dall'editore al direttore giù giù fino ai singoli collaboratori che poi sono coloro che le notizie le raccolgono e materialmente le scrivono. Ma poi la direzione del processo si inverte, e dal pezzo scritto dal giornalista alla sua effettiva pubblicazione sulla pagina c'è di nuovo tutta una lavorazione, una elaborazione, una titolazione. Questo giustifica il fatto che un giornale sia (lo definisce così anche la legge italiana) «un'opera collettiva dell'ingegno».
Il blog è un'altra cosa. È molto, ma molto, ma molto più individuale. Non c'è direttore che tenga, o redattore che metta mano, o editore che censuri, o inserzionista pubblicitario che ci metta bocca. Il blog è comunicazione di uno al mondo, che il mondo può commentare.
Forme di controllo e di blocco sono possibili, certo. I commenti si possono moderare, il blogger può essere «riportato alla ragione» qualora se ne vada per una sua qualche tangente troppo personale. Ma a quel punto il pubblico ci mette poco ad accorgersi che non c'è più verità allo stato brado, e va a leggere da un'altra parte.
Guido Tedoldi
ComeSeFosseSport in BlogoSfere
Io trovo davvero interessante e mi congratulo con Panorama, per il sito 2.0, il web è di tutti, anche per loro quindi .... anche se faranno molta più fatica (credo) di altri, perchè per la prima volta si troveranno sullo stesso livello degli utenti, e questo probabilmente diventerà un boomerang, dovrà passare diverso tempo prima che il giornalismo italiano diventi veramente d'eccellenza in rete ....
Forse le nuove generazioni sapranno sfruttare la rete .... i giornalisti attuali secondo me ... la subiranno .... però trovo giusto, legittimo e condivisibile che comincino a scendere e confrontarsi veramente ... sperimentando nuove forme di proporsi agli utenti.
Meglio comunque esempi coraggiosi di questo tipo che altri recenti esempi italiani ....
sono d'accordo con Roberto.
Azzarderei anche a dichiarare che un blog serve prima a chi lo scrive e poi a chi lo legge. Se non ci si fa prendere dalla paranoia dei contatti, la qualità dei nostri post schizzerà alle stelle, noi saremo sereni e chi ci legge ne risentirà.
Riguardo panorama.it, essendo un wordpress's fun, sono ancora in uno stato di eccitazione. Mi piace, assai.
Mi permetto di rispondere all'interrogativo di Lorenzo. Secondo me, vale ancora la pena aprire un blog.
Il blog è uno strumento democratico, ti permette di dire quello che pensi riguardo a qualsiasi cosa, ovviamente nei limiti del buongusto e della calunnia gratuita.
Inoltre è uno strumento di comunicazione che ti mette in contatto con persone distanti geograficamente, socialmente, linguisticamente e culturalmente.
In questo momento sto partecipando a un dibattito sul blog di un giornalista di skytg 24 esperto di blogosfera e internet. Fino a pochi anni fa, sarebbe stata una cosa impensabile, ora la diamo quasi per scontata!
Non vale la pena aprire un blog, se si ha la presunzione e l'illusione di diventare delle blogstar alla beppe grillo, tanto per intenderci.
Però con il tempo, a patto di essere dei bravi e originali blogger, si può acquisire una certa autorevolezza e aumentare le visite al proprio blog.
Forse sono troppo ottimista e blog-entusiasta?
Marco vorrei chiederti... Oggi ha ancora un senso aprire un blog? So che la risposta può sembrare scontata. Il punto è che il fenomeno ormai si è stra-consolidato, e al mondo esistono decine di milioni di blog. Tutti vogliono dire la loro (giustamente) e lanciano la loro "bottiglia in mezzo al mare". Non c'è argomento che non venga coperto da qualche centinaio di blog come minimo. E molto spesso sono le stesse notizie che rimbalzano (e a volte si gonfiano o si distorcono) da una pagina all'altra. Eppure una giornata è fatta sempre di 24 ore, e nell'arco di questa giornata ognuno di noi ha "poco" tempo per leggere le novità dal suo rss reader preferito. E così si finisce col leggerle sempre dai soliti dieci-quindici siti max. A volte aggiungiamo indirizzi al nostro lettore rss senza neanche andarli a consultare (dando l'illusione all'autore di apprezzare il suo lavoro). Di qui la mia domanda... vale ancora la pena di aprire un blog oggi?
alle 23:05
Marco
La questione cui un po' tutti, passata l'ubriacatura della novità, dobbiamo provare a rispondere è cosa farà da grande il nostro blog.
Inevitabilmente, ciascuno prenderà una decisione: chiudere, proseguire ancora un po', o modificare in modo radicale l'argomento o gli argomenti trattati. La selezione che si produrrà non è affatto detto che riesca a premiare i migliori; in questo la Natura svolge un lavoro più efficace del nostro ;-))))
Qualunque sarà la nostra risposta alla domanda, ricordiamoci che scrivere in certi Paesi costa la prigione. E non scrivere, può anche essere un modo intelligente per onorare chi paga con la prigione la sua sete di libertà. Soprattutto se abbiamo la tendenza a scrivere robetta.
Almeno, io la vedo così...